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Attività enoturistica: linee guida, requisiti e standard minimi

 

Il decreto del 12 marzo 2019 del MIPAAF, pubblicato in GU, reca le linee guida e indirizzi in merito ai requisiti
e agli standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica.

Ambito di applicazione
Nello specifico, il decreto definisce indirizzi e linee guida in merito ai requisiti e agli standard minimi di
qualità, con particolare riferimento alle produzioni vitivinicole del territorio, per l'esercizio dell'attività
enoturistica, ai sensi dell'art. 1, comma 504 della legge 205/2017. L'attività enoturistica è considerata
attività agricola connessa ai sensi del terzo comma dell'art. 2135 del codice civile ove svolta
dall'imprenditore agricolo, singolo o associato, di cui al medesimo art. 2135 del codice civile.
Coerentemente con la definizione di "enoturismo" di cui all'art. 1, comma 502, della legge 205/2017, sono
considerate attività enoturistiche tutte le attività formative ed informative rivolte alle produzioni
vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche
(DOP, IGP ) nel cui areale si svolge l'attività, quali, a titolo esemplificativo:
- le visite guidate ai vigneti di pertinenza dell'azienda, alle cantine, le visite nei luoghi di esposizione
degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica dell'attività vitivinicola
ed enologica in genere;
- le iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte nell'ambito delle cantine e dei
vigneti, ivi compresa la vendemmia didattica;
- le attività di degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole aziendali, anche in
abbinamento ad alimenti, da intendersi quali prodotti agro-alimentari freddi preparati dall'azienda
stessa, anche manipolati o trasformati, pronti per il consumo.

Linee guida ed indirizzi in merito ai requisiti e standard minimi di qualita' per losvolgimento dell'attivita' enoturistica
L'art.2 elenca nel dettaglio le linee guida ed indirizzi in merito ai requisiti e standard minimi di qualità per lo
svolgimento dell'attività enoturistica (giorni di apertura, cartellonistica, materiale informativo, personale,
attività di degustazione, ecc.) ed evidenzia che l'abbinamento ai prodotti vitivinicoli aziendali finalizzato alla
degustazione deve avvenire con prodotti agro-alimentari freddi preparati dall'azienda stessa, anche
manipolati o trasformati, pronti per il consumo nel rispetto delle discipline e delle condizioni e dei
requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente, e prevalentemente legati alle produzioni locali e
tipiche della regione in cui è svolta l'attività enoturistica: DOP, IGP, STG, prodotti di montagna, prodotti che
rientrano nei sistemi di certificazione regionali riconosciuti dalla UE, prodotti agroalimentari tradizionalipresenti nell'elenco nazionale pubblicato ed aggiornato annualmente dal MIPAAF, della regione in cui è
svolta l'attività enoturistica.
Dall'attività di degustazione sono in ogni caso escluse le attività che prefigurano un servizio di
ristorazione.


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